
Nel mondo della stampa, spettri UV non corretti rappresentano una vera minaccia: causano spreco di tempo e trasformano i materiali di qualità in rifiuti. Conoscete sicuramente questa situazione: l’iniziatore fotico utilizzato nell’inchiostro richiede una radiazione a 365 nm per poter effettuare un legame efficace tra le molecole; tuttavia, una lampada a spettro ampio produce soltanto una radiazione superficiale, con risultati scadenti. Oppure si cerca di applicare uno strato protettivo, ma è necessaria una radiazione UVB intensa. Se il profilo di radiazione non è corretto, non c’è altra soluzione se non rallentare l’intero processo di stampa.
Quello che realmente conta
Le lampade a sale metallici permettono di regolare la composizione dello spettro di radiazione modificando la miscela di sali metallici presente all’interno del tubo a arco. In questo modo è possibile modificare le linee di emissione: l’indio e il gallio favoriscono una forte radiazione a 405 nm, il piombo invece favorisce la radiazione a 365 nm, mentre il ferro contribuisce a creare una radiazione UVB più intensa. Abbinando queste lampade a rivestimenti in quarzo e riflettori dicroici, si ottiene un livello di irradiazione stabile proprio dove è necessario – misurato sul substrato, non sulla lampada stessa. I sistemi tipici raggiungono valori di 800–1200 mW/cm² sul piano di lavoro, con una variazione inferiore al 3% dopo 2000 ore di funzionamento. Questa densità energetica costante garantisce che l’iniziatore fotico riceva sempre la stessa dose di radiazione, lavoro dopo lavoro.
Perché questo fa la differenza nella pratica
Quando la lampada viene abbinata correttamente all’inchiostro utilizzato, si ottiene un controllo preciso del processo di stampa. È possibile aumentare la velocità di stampa senza rischi legati all’uso di solventi o all’ossigeno. Inoltre, un controllo preciso della lunghezza d’onda evita che i film sottili e i substrati sensibili vengano danneggiati. In pratica, ciò significa meno rifiuti, meno consumo energetico per metro stampato, e intervalli di sostituzione della lampada più prevedibili.
Alcune cose da tenere a mente
La regolazione dello spettro funziona solo quando lampada, geometria dei riflettori e condizioni di illuminazione vengono considerati come un insieme unificato. La potenza di emissione dipende anche dalla distanza tra gli elettrodi, dalla regolazione del balastro e dal flusso d’aria di raffreddamento. Pertanto, bisogna trattarlo come un sistema integrato, e non semplicemente come un componente da sostituire singolarmente. Le diverse combinazioni di materiali possono comportarsi in modo leggermente diverso durante il periodo di avvio. È quindi necessario far funzionare la lampada alla corrente specificata per 3–5 minuti prima di impostare le tolleranze necessarie. La compatibilità con i sistemi UV esistenti è generalmente buona, ma è comunque consigliabile verificare attentamente la lunghezza dell’arco elettrico e la distanza tra i terminali prima di procedere.