
Nelle linee di produzione di componenti elettronici, il calore rappresenta un fattore negativo che può danneggiare i componenti stessi. Una lampada UV che non riesce a controllare la temperatura può causare crepe nei supporti su cui vengono posizionati i componenti, deformare le pellicole sottili e trasformare componenti buoni in rifiuti. Quello di cui si ha bisogno è quindi una soluzione in grado di agire sull’inchiostro utilizzato, senza però danneggiare i componenti stessi.
Cosa è importante da considerare
Costruiamo le lampade in base all’output spettrale e al carico termico generato. Per la resina utilizzata nella produzione di gioielli, la lunghezza d’onda dominante è di 365 nm; questa lunghezza d’onda corrisponde alla banda di assorbimento del fotoiniziatore, permettendo così un processo di cross-linking rapido, senza però causare un surriscaldamento eccessivo dei componenti. L’intensità di irradiazione massima raggiunge i 1.800 mW/cm² nel punto centrale dell’arco luminoso; inoltre, l’intensità totale è compresa tra 1.200 e 1.800 mJ/cm² su una larghezza di arco di 10 mm, in una sola passata.
L’involucro in quarzo rivestito con materiale dicromico riflette i raggi infrarossi verso l’interno dell’arco luminoso, riducendo così l’aumento della temperatura del supporto fino al 40%, rispetto al quarzo semplice. La potenza della lampada può essere regolata dal 50% al 100%, in passaggi del 1%, permettendo così di adattare l’intensità di irradiazione alla spessore della resina e di evitare una esposizione eccessiva. La lampada funziona senza produzione di ozono, e l’efficienza del riflettore rimane sopra l’88% per tutta la durata della sua vita utile, garantendo così una dosaggio costante.
Perché funziona bene nelle linee di produzione
Un preciso controllo della potenza permette di proteggere i componenti sensibili, mentre allo stesso tempo si garantisce il giusto livello di polimerizzazione della resina. Inoltre, la temperatura della superficie del supporto rimane sotto i 60°C, e il tempo necessario per completare il processo di polimerizzazione è compreso tra 0,8 e 1,2 secondi. La ripetibilità dei cicli di produzione è del ±3% in termini di dosaggio.
Questo significa meno rifiuti, colori più stabili nei sistemi pigmentati e meno manutenzione dopo la polimerizzazione. Il consumo energetico segue una curva decrescente, e la durata di vita della lampada è di oltre 3.000 ore, con una diminuzione dell’output inferiore al 5%. In questo modo si riducono i cambi di lampada e i tempi di fermo macchina.
Cosa bisogna tenere presente
La lampada richiede una sorgente di alimentazione dedicata, dotata di sistema di controllo dell’intensità del segnale, e un sistema di raffreddamento efficiente per mantenere il riflettore e il quarzo entro limiti di temperatura appropriati. L’uniformità dell’output dipende dalla geometria dello strumento utilizzato; consigliamo quindi di utilizzare una distanza di lavoro di 10 mm e di effettuare controlli periodici con uno spettrometro per verificare l’equilibrio dell’irradiazione su tutta l’area interessata.